A volte ci sembra che i nostri figli a scuola siano svogliati, disattenti, poco responsivi? Potrebbe essere la spia di una difficoltà di apprendimento, il cosiddetto DSA.
E’ importante ricordare che il bambino con disturbi dell’apprendimento non è un bambino malato, ma semplicemente ha una difficoltà in un particolare ambito, che spesso e volentieri è compensato da abilità maggiormente sviluppate in altri ambiti: spesso chi soffre di DSA ha una particolare abilità nell’elaborazione visuo-spaziale, un particolare intuito nell’elaborare strategie di risoluzione dei problemi pratici, sono particolarmente versati nelle arti, ecc.
Lo scoglio importante che devono affrontare le persone con disturbi dell’apprendimento è ovviamente l’ambito scolastico, che richiede una capacità prestazionale che spesso manca in questi ragazzi. Spesso sono loro stessi che trovano le strategie per compensare (almeno parzialmente) le loro difficoltà, ma molto spesso, soprattutto in tenera età, occorre aiutarli per focalizzare il problema e trovare, anche insieme al corpo docente, le soluzioni migliori per rendere più semplice il percorso scolastico.
I DSA sono diversi:
1) Dislessia: il bambino/ragazzo trova la difficoltà prevalente nella lettura, soprattutto nella lettura a voce alta: spesso si invertono le sillabe, oppure si “saltano” pezzi di parola o intere parole, oppure si compitano le sillabe con estrema difficoltà e ci sono importanti difficoltà nella comprensione del testo;
2) Disgrafia: il bambino/ragazzo scrive lentamente e con estrema difficoltà soprattutto in corsivo (dove si richiede la precisione e la continuità del tratto), spesso confondendo le lettere; la scrittura è disordinata, spesso non si riesce a seguire la riga ed i caratteri hanno dimensioni diverse;
3) Disortografia: il bambino/ragazzo non riconosce le difficoltà ortografiche, classicamente le parole con la “h”, gli accenti, le doppie, gli apostrofi; spesso nella scrittura si invertono lettere con suoni simili (p/b, t/v, …)
4) Discalculia: il bambino/ragazzo non riesce a memorizzare le tabelline, fa difficoltà ad eseguire calcoli anche semplici, scrive male i numeri senza riuscire ad incolonnarli con precisione…
La diagnosi di un DSA parte innanzitutto dall’osservazione del bambino/ragazzo da parte della famiglia e degli insegnanti, che focalizzano l’attenzione su particolari atteggiamenti, soprattutto nei piccoli, in particolare sulla facile affaticabilità, sulla difficoltà di “gestione” della penna o della matita: normalmente si inizia il percorso tra la seconda e la terza elementare.
A questo punto si richiede l’intervento di una serie di figure professionali, che devono valutare innanzitutto che non ci siano problemi neurosensoriali (problemi di vista e/o di udito, ritardo mentale, ….), poi devono eseguire una serie di test per la valutazione dei vari Q.I. (test WISH-IV) e test di valutazione nei diversi ambiti di competenza (lettura, scrittura, calcolo, …)
PERCORSO DSA
Nel nostro Centro ci occupiamo del percorso di diagnosi dei DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, …). L’equipe è formata dalla psicoterapeuta, dalla logopedista e dalla pediatra.
1) La pediatra (nella persona della Dott.ssa Nella Fantino) certifica che non vi siano malattie neurosensoriali (sordità, ecc…)
2) La logopedista (Dott.ssa Arianna Vallet) valuta il grado di apprendimento del bambino/ragazzo nei diversi ambiti di competenza;
3) La psicoterapeuta/psicologa (Dott.ssa Parente Myriam/Dott.ssa Ricci Giulia) valuta i Q.I. del bambino/ragazzo e assegna il codice diagnostico secondo l’ICD 10 (sistema di classificazione internazionale delle patologie)
Tutta la documentazione viene quindi mandata alla attestazione ASL, in seguito alla quale la scuola intraprende i passi necessari per fornire al bambino/ragazzo gli strumenti dispensativi/compensativi per poter affrontare nel modo più sereno il percorso scolastico.
Rimaniamo a disposizione per tutte le informazioni.