Prima di tutto, di cosa si tratta? La labiopalatoschisi, nota come “labbro leporino”, è una condizione che può generare malformazioni facciali molto diversificate fra loro. La diagnosi di labbro leporino è prenatale: già attraverso l’ecografia è possibile stabilire se il bambino avrà o meno un problema di schisi. In questo caso il neonato avrà una piccola alterazione: presenterà, cioè, una o due fissurazioni sul labbro superiore.

Ogni bambino nasce diverso dagli altri: questo è vero anche per i bambini con diagnosi di labiopalatoschisi, in cui ogni caso va considerato a sé. Le fessure possono essere una o due, più o meno grandi e più meno profonde, possono essere limitate al labbro o estese al palato molle e al palato duro, possono interessare le narici.

Parlando di labiopalatoschisi si intende il coinvolgimento del palato, laddove l’espressione labbro leporino o labioschisi indica un’alterazione esclusiva del labbro superiore. Questa condizione può associarsi ad altre alterazioni della morfologia del volto. I pazienti con labbro leporino possono beneficiare di una presa in carico completa, multidisciplinare, attenta a tutti gli aspetti da tenere in considerazione. La ragione per cui alcuni bambini nascono con queste “fessure” è un mancato saldamento delle varie parti che compongono il volto nelle fasi dello sviluppo del feto: ciò esita quindi in una fenditura. La frequenza di questa condizione è di circa una persona su mille.

Ma quali sono le soluzioni mediche per la gestione del bambino con labiopalatoschisi? I medici che lavorano nei centri dedicati alla gestione di questi pazienti si organizzano in team multidisciplinari: sono presenti chirurghi plastici, maxillofacciali, pediatri, odontoiatri, audiologi foniatri, logopedisti, infermieri specializzati.

I bambini che nascono con questa condizione vanno incontro a vari tipi di rischi: serie difficoltà a succhiare il latte materno, alterazioni nella produzione di sonorità con lo sviluppo di una voce marcatamente nasale, dentatura soggetta a carie e disallineata, frequenti problemi di sordità.

La gestione di questi piccoli pazienti inizia nei primissimi giorni di vita.

Le labbra, le narici e il palato. Durante la prima settimana di vita, il bambino viene operato al labbro, per ripristinare un’anatomia labiale normale e ricostruire le narici, se coinvolte nell’alterazione. In seguito avviene la presa in carico del palato, a partire dai tre mesi, con un’operazione di sutura. L’obiettivo del personale sanitario è permettere una crescita ottimale del bambino migliorandone il più possibile il quadro complessivo. Bisogna considerare infatti lo sviluppo del paziente nella sua totalità e lavorare per una corretta gestione di ogni problematica. Può inoltre essere necessaria la velofaringoplastica, un intervento che si effettua soltanto nel 3% dei casi, in presenza di importanti rigurgiti o voce eccessivamente nasale.

La parola. La valutazione foniatrica e la presa in carico logopedica aiutano il paziente nella riabilitazione successiva alla chirurgia, permettendo al bambino di sviluppare un linguaggio ben articolato e comprensibile, lavorando sulla produzione di una voce non nasale e su una buona gestione della deglutizione.

L’udito. Oltre al labbro, alle narici e al palato, è necessario gestire anche l’aspetto dell’udito. Tutti questi bambini infatti hanno una aumentata probabilità di sviluppare otiti: cerchiamo di capire perché. I bambini con labiopalatoschisi hanno una lieve alterazione della funzione della Tromba di Eustachio, struttura anatomica che ha il compito di garantire una buona areazione all’orecchio, mettendolo in contatto con la gola. Un orecchio mal ventilato va facilmente incontro ad accumulo di liquidi che si infettano causando otiti acute. E’ fondamentale sottoporre tutti i bambini a un corretto screening audiologico e questi in particolare, approfondendo la valutazione uditiva con controlli audiologici periodici. Se i test uditivi rivelano una problematica di udito causata dall’accumulo di liquido nell’orecchio medio, la soluzione sarà data dal posizionamento di piccoli tubicini di drenaggio che permettano al liquido di uscire dal timpano impedendone l’accumulo.

-I denti. I denti che si sviluppano nella zona della fessura palatina possono presentare delle alterazioni di forma, posizione, allineamento e numero. Sono quindi consigliati controlli frequenti presso un odontoiatra, un’accurata igiene orale ed un’alimentazione sana e povera di zuccheri semplici. E’ inoltre possibile che si rendano necessarie soluzioni chirurgiche per migliorare la forma del palato, ampliarlo e dare così ai denti il giusto spazio per crescere nella posizione corretta. Queste soluzioni di solito si attuano intorno ai 5-6 anni di età, per poi essere seguite da una fase di perfezionamento una volta che sia comparsa la dentizione permanente.

Ecco dunque spiegata in breve la gestione delle schisi labiali e palatali. Si tratta di una condizione che richiede un lavoro di squadra compatto e globale da parte del personale sanitario e un importante coinvolgimento della famiglia, che deve essere resa partecipe del percorso del piccolo paziente ed accompagnata passo dopo passo nella gestione consapevole e responsabile del bambino. Grazie per aver voluto approfondire questo interessante argomento! 

Per maggiori informazioni, la Dottoressa Patrizia Peluso saprà fornirvi tutte le indicazioni di cui avete bisogno.

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